Riconoscere tempestivamente un infarto può salvare una vita. Ecco i segnali principali e le azioni da compiere nei primi minuti, secondo le linee guida internazionali.
In breve: cosa fare subito
- Chiama immediatamente il 112 o 118
- Non lasciare mai sola la persona colpita
- Aiutala a sedersi in posizione semi-seduta, se possibile
- Se è cosciente e non allergica, somministrale 300 mg di aspirina masticabile (se autorizzato dal personale 118)
- Se perde conoscenza e non respira, inizia subito il massaggio cardiaco (RCP)




Risposte su cosa fare infarto
Cos'è un infarto miocardico acuto?
L’infarto miocardico acuto è una situazione di emergenza in cui una parte del cuore smette di ricevere sangue a causa del blocco di un’arteria. Senza ossigeno, il muscolo cardiaco inizia a morire. È una delle principali cause di morte, ma se si interviene subito, si può salvare la vita.
Che cos'è il pre infarto?
Il “pre-infarto” non è un termine medico ufficiale, ma viene usato comunemente per indicare un insieme di sintomi che anticipano un infarto vero e proprio. Spesso si tratta di dolore al petto, affaticamento, sudorazione e respiro corto. È un segnale da non ignorare.
Che succede quando si ha un infarto?
Durante un infarto, il sangue non riesce più a raggiungere una parte del cuore. Questo succede perché un coagulo blocca un’arteria coronaria. Il cuore inizia a soffrire e, se non si interviene subito, può subire danni permanenti.
Che sintomi porta l'infarto?
I sintomi più frequenti sono: dolore al petto (come una morsa o un peso), dolore al braccio sinistro, sudorazione fredda, nausea, senso di svenimento e difficoltà respiratorie. Ma attenzione: nei soggetti anziani e nelle donne, i sintomi possono essere più lievi o diversi.
Se senti un dolore al petto che dura più di qualche minuto, magari accompagnato da respiro corto, nausea o dolore al braccio, non aspettare. È sempre meglio chiamare il 112 e far controllare subito la situazione.
Come capire se è ansia o infarto?
L’ansia può imitare i sintomi dell’infarto: dolore al petto, tachicardia, fiato corto. Ma:
L’infarto tende a causare dolore fisso, opprimente, che dura più di 5 minuti e non migliora col respiro profondo
L’ansia migliora spesso con la calma o la respirazione
In dubbio? Meglio chiamare il 112. Mai rischiare.
Quali sono i 10 segnali che il corpo può dare fino a un mese prima di un infarto?
Alcuni sintomi possono presentarsi anche settimane prima. Ecco i segnali più comuni:
Stanchezza insolita
Disturbi del sonno
Respiro corto anche a riposo
Dolore o fastidio al petto
Palpitazioni
Sudorazione notturna
Gonfiore a piedi e caviglie
Nausea o mal di stomaco
Dolore alla schiena o alla mascella
Sensazione di ansia immotivata
Se noti uno o più di questi sintomi senza una causa chiara, parlane col tuo medico.
Qual è la prima cosa da fare in caso di sospetto infarto?
La prima cosa da fare è chiamare subito il 112 o il 118. Poi aiutare la persona a sedersi in posizione comoda, rassicurarla e, se cosciente e non allergica, somministrare un’aspirina masticabile. Se perde conoscenza e non respira, inizia subito la RCP (massaggio cardiaco).
È utile prendere l’aspirina se sospetto un infarto in attesa dei soccorsi?
Se la persona colpita da infarto è cosciente, respira, e non ha allergie note all’aspirina, può assumere una compressa masticabile da 300 mg, solo dopo aver chiamato il 112/118.
Questo va fatto su indicazione dei soccorsi o in loro attesa, non in modo automatico.
Perché si usa l’aspirina in caso di infarto?
Perché è un antiaggregante piastrinico: riduce la formazione di coaguli di sangue che ostruiscono le arterie coronarie.
Assumerla subito può limitare i danni al muscolo cardiaco.
Va usata aspirina masticabile non gastroprotetta (es. 300 mg), perché agisce più rapidamente.
La persona deve masticarla lentamente, non ingoiarla intera.
Come va posizionata la testa in caso di infarto?
Se la persona è cosciente, fai in modo che sia seduta o semi-sdraiata, con la testa leggermente sollevata, per ridurre lo sforzo sul cuore. Se è incosciente, mantieni la testa allineata con il corpo e assicurati che le vie respiratorie siano libere.
Cosa è vietato fare durante un infarto?
Durante un infarto è vietato ignorare i sintomi, continuare attività fisiche, guidare, assumere farmaci non prescritti o aspettare che passi da solo: è fondamentale chiamare subito il 112 e restare calmi e fermi in attesa dei soccorsi.
Cosa devo fare se penso di avere un infarto e sono da solo?
Se pensi di avere un infarto mentre sei da solo, chiama immediatamente il 112, metti il telefono su vivavoce e, se puoi, prendi un’aspirina masticabile. Apri la porta di casa se possibile, per facilitare l’arrivo dei soccorsi. Resta calmo e siediti.
Quando iniziare la RCP?
Solo se la persona è incosciente e non respira normalmente. Posiziona le mani al centro del torace, intreccia le dita, tieni le braccia dritte e spingi forte, 100–120 volte al minuto. Continua finché non arrivano i soccorsi o non hai un defibrillatore a disposizione.
Quante compressioni si fanno nel massaggio cardiaco?
Il ritmo corretto è di 100–120 compressioni al minuto.
Si fanno 30 compressioni seguite da 2 insufflazioni (se addestrati), oppure solo compressioni continue se non si è esperti nel “bocca a bocca”.
Dopo un infarto quanto si può vivere?
Dipende da molti fattori: quanto è stato esteso l’infarto, quanto presto è stato trattato, lo stile di vita dopo l’evento e le cure seguite. Con una buona riabilitazione cardiaca, molti pazienti vivono ancora decenni dopo un infarto.
Cosa non bisogna fare dopo un infarto?
Evita:
Sforzi fisici eccessivi subito dopo la dimissione
Fumo, alcol e alimentazione disordinata
Stress prolungato
Saltare farmaci o visite di controllo
Segui sempre il piano del tuo cardiologo e partecipa al percorso di riabilitazione.

In presenza di un arresto cardiaco improvviso vi consigliamo SEMPRE di chiamare l’ambulanza del pronto soccorso più vicino componendo il 118 se chiamate dall’Italia o anche il numero unico per le emergenze (NUE) 112 è il numero di telefono per chiamare i servizi di emergenza in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.
Intanto vi forniamo dei piccoli suggerimenti per riconoscere i primi sintomi di un infarto che sono leggermente diversi da quelli di un più comune attacco di panico. Una volta aver chiamato i soccorsi potete effettuare delle semplici manovre di primo soccorso se siete persone addestrate o lavorate nella sanità.
Cos’è l’infarto miocardico?
L’infarto del miocardio si verifica quando il flusso di sangue verso una parte del cuore è bloccato, di solito a causa di un coagulo. Senza ossigeno, il tessuto cardiaco muore in pochi minuti.
Infarto sintomi premonitori
Come riconoscere un infarto? Gli infarti possono manifestarsi in modi diversi, ma alcuni dei sintomi più comuni sono:
- Dolore o sensazione di oppressione al centro del petto che può durare più di qualche minuto o che va e viene
- Difficoltà respiratoria o mancanza di respiro
- Sudorazione eccessiva
- Nausea o sensazione di vomito
- Sensazione di vertigini o svenimento
- Dolore o sensazione di oppressione alla mascella, al braccio sinistro o tra le scapole.
È bene evidenziare che i primi segnali di un infarto possono variare notevolmente da persona a persona. In alcuni casi, possono essere poco evidenti o persino del tutto assenti. Non è raro, infatti, che un attacco cardiaco non si presenti con il classico dolore toracico intenso.
Ad esempio, le donne tendono a manifestare dolori al petto più lievi e, spesso, sintomi come nausea o sudorazione fredda, che possono essere facilmente scambiati per disturbi meno gravi, come un’indigestione.
Per questo motivo, non ci si deve basare solo sull’intensità del dolore toracico per riconoscere un infarto: è più efficace considerare l’insieme dei sintomi che si presentano.
In caso di incertezza o sospetto, è sempre consigliabile contattare un medico o recarsi al pronto soccorso per una valutazione tempestiva.
Primo soccorso: cosa fare?
Se si sospetta un infarto, è importante agire rapidamente e chiamare immediatamente il numero di emergenza medica (come il 118 in Italia). Nel frattempo mentre si aspetta che arrivi l’ambulanza è possibile somministrare alla persona dell’aspirina, a meno che non ci siano controindicazioni mediche. L’aspirina può aiutare a prevenire la formazione di coaguli e ridurre il rischio di complicanze.
In generale, è importante tranquillizzare la persona e mantenerla calma, evitando di farle fare sforzi fisici o di camminare, e assicurandosi che sia comoda e in posizione semiseduta con le gambe sollevate. Se la persona perde conoscenza, bisogna iniziare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare (RCP) finché arriva l’ambulanza.
Manovre RCP: cosa sono?

La RCP, ovvero la rianimazione cardiopolmonare, fa parte di una serie di interventi di emergenza volti a riattivare la circolazione sanguigna e a garantire l’apporto di ossigeno all’organismo in situazioni critiche come l’arresto cardiaco o respiratorio.
Ma cosa porta alla necessità di praticare una RCP? Per comprenderlo, è utile capire cosa accade durante un infarto.
Cos’è un infarto e perché è cosi pericoloso?
L’infarto miocardico si verifica quando una porzione del cuore non riceve un adeguato apporto di sangue, solitamente a causa di un’ostruzione in una delle arterie coronarie. Questo blocco può essere provocato dalla rottura di una placca di colesterolo, che favorisce la formazione di un coagulo capace di interrompere il flusso sanguigno diretto al muscolo cardiaco.
Quando il sangue smette di circolare correttamente, il tessuto del cuore non riceve ossigeno e nutrienti, subendo danni progressivi. Se il problema non viene risolto rapidamente, il danno può diventare irreversibile, portando anche alla morte. La principale causa di questo processo è la coronaropatia, una condizione caratterizzata dal restringimento o dall’ostruzione delle arterie che alimentano il cuore.
In sintesi, quando il cuore non è più irrorato dal sangue a causa di un blocco, il tessuto cardiaco può smettere di funzionare, provocando un arresto. In queste circostanze, intervenire subito con la rianimazione cardiopolmonare è essenziale per tenere in vita la persona fino all’arrivo dei soccorsi.
L’infarto è una condizione medica estremamente seria e richiede un intervento tempestivo da parte di personale sanitario qualificato.
Massaggio cardiaco in caso di infarto come si fa?
Il massaggio cardiaco è tra le manovre di primo soccorso che possono essere eseguite in caso di arresto cardiaco. Le linee guida più recenti dell’American Heart Association suggeriscono il seguente metodo per eseguire un massaggio cardiaco:
- Posizionare la persona su una superficie piana e rigida, preferibilmente sul pavimento.
- Posizionare le mani una sull’altra, con le dita incrociate e le braccia tese. Posizionare la base delle mani sul centro del torace, tra i capezzoli.
- Premere le mani in giù, utilizzando il peso del corpo per comprimere il torace. Il tasso di compressione dovrebbe essere di almeno 100-120 compressioni al minuto, con una profondità di almeno 5-6 cm.
- Rilasciare la pressione per consentire al cuore di riempirsi di sangue.
Continuare con le compressioni toraciche fino a quando non arriva l’aiuto medico o fino a quando la persona si riprende.
Manovre di rianimazione da evitare
Alcune manovre da evitare includono:
- Inclinarsi troppo in avanti durante le compressioni, il che potrebbe impedire al cuore di riempirsi di sangue.
- Premere sulle costole, invece che sul centro del torace.
- Interrompere il massaggio cardiaco se si avvertono segni di ripresa, come la respirazione o i battiti cardiaci
- Non somministrare cibo o acqua
Continuare il massaggio cardiaco fino a quando l’aiuto medico non arriva o fino a quando la persona si riprende.
È importante intervenire ma ricordare che il massaggio cardiaco deve essere eseguito solo da persone addestrate, come professionisti sanitari o soccorritori certificati.
Guarda la manovra primo soccorso di MedicinaInformazione
Cosa fare in caso di infarto?

Di fronte ai primi sintomi di infarto è importante agire rapidamente.
La cosa più saggia da fare è chiamare immediatamente il numero di emergenza (112 o 118), senza alcuna esitazione.
Tentare di raggiungere da soli il pronto soccorso o attendere che i sintomi si risolvano potrebbe essere estremamente pericoloso. Solo un’ambulanza attrezzata per il soccorso cardiaco può garantire l’intervento tempestivo di personale qualificato e, se necessario, l’uso del defibrillatore durante il trasporto.
Se sospetti un principio di infarto, chiamare l’ambulanza è l’unica azione corretta, sicura ed efficace per affrontare tempestivamente un’emergenza cardiaca.
Primo soccorso infarto da parte degli operatori dell’ambulanza
Gli operatori dell’ambulanza, una volta arrivati a casa, valutano immediatamente lo stato del paziente e iniziano a fornire le cure necessarie in base alle sue condizioni. Possono effettuare una serie di operazioni e controlli, come la rilevazione dei parametri vitali, l’assistenza respiratoria, la somministrazione di farmaci o la stabilizzazione della colonna vertebrale in caso di sospetto trauma.
In alcuni casi, gli operatori possono anche collaborare con altri soccorritori sul posto o richiedere l’intervento di altre ambulanze o servizi di emergenza medica. L’obiettivo principale degli operatori dell’ambulanza è garantire la sicurezza e il benessere del paziente, prima e durante il trasporto in ospedale o in altra struttura sanitaria adeguata alle sue esigenze.
Studi clinici evidenziano che, durante un infarto, gli uomini tendono a provare un dolore acuto al centro del petto, più facilmente riconoscibile. Nelle donne, invece, questo dolore può manifestarsi in modo più lieve o addirittura mancare del tutto.
Al suo posto, spesso compaiono sintomi più generici, come nausea, sudorazione fredda, affaticamento e disagio diffuso. Questi segnali rischiano di essere scambiati per indigestioni o stanchezza, ritardando la diagnosi. Per questo è importante non sottovalutare alcun malessere in presenza di questi segnali.
Quali sono le principali cause dell’infarto?
Un infarto si verifica quando il cuore non riesce più a ricevere abbastanza sangue, spesso per via di un blocco improvviso nelle arterie coronarie, i vasi che riforniscono il muscolo cardiaco di ossigeno. Ma cosa provoca questo blocco?
Nella maggior parte dei casi, il problema parte da depositi di colesterolo che, col tempo, si accumulano sulle pareti delle arterie. Quando una di queste placche si rompe, può generare un coagulo che ostruisce il passaggio del sangue, causando l’interruzione del flusso verso una parte del cuore.
Il tempo, in questi casi, è fondamentale: più a lungo il cuore resta senza ossigeno, più aumentano i danni, fino all’arresto cardiaco.
Ecco perché riconoscere i fattori di rischio è essenziale: pressione alta, diabete, fumo, eccesso di peso e familiarità sono tutti elementi che possono aumentare le probabilità di infarto.
Comprendere bene come si sviluppa un infarto aiuta a reagire con più prontezza: la consapevolezza può davvero fare la differenza nei momenti critici.
Differenze nei sintomi tra uomini e donne
Un dettaglio spesso trascurato riguarda la differenza nei sintomi dell’infarto tra uomini e donne. Non tutte le persone, infatti, percepiscono lo stesso tipo di dolore. Gli uomini lamentano più frequentemente un forte dolore centrale al petto, mentre nelle donne questo segnale può essere meno intenso o addirittura assente.
Le donne, invece, tendono a sperimentare altri segnali d’allarme come nausea, sudorazione fredda, stanchezza insolita e malessere diffuso. Questi sintomi possono essere facilmente scambiati per una semplice indigestione o uno stato di affaticamento e rendono più difficile il riconoscimento tempestivo dell’infarto. Proprio per questo, è fondamentale prestare attenzione anche ai segnali meno evidenti, senza sottovalutarli.
Cosa fare DOPO un infarto
Dopo l’infarto segui alla lettera le indicazioni del medico, soprattutto per i farmaci: vanno presi ogni giorno, sempre agli stessi orari, anche se ti senti meglio.
In questi primi giorni, ascolta il tuo corpo. Se senti dolore al petto, stanchezza eccessiva o il respiro corto, non aspettare: chiama subito il medico o il 112.
Organizzati per i primi controlli: il cardiologo di solito va rivisto entro una o due settimane. Intanto, cerca di mangiare in modo leggero e sano, evitando fritti, troppo sale o grassi. Evita di guidare o fare sforzi, almeno finché non hai l’ok del cardiologo.
