Tutto quello che devi sapere sul Trasporto ECMO
Cos'è il trasporto ECMO?
Il trasporto ECMO è un servizio altamente specializzato che consente il trasferimento sicuro di pazienti collegati a un sistema di ossigenazione extracorporea, garantendo supporto vitale avanzato durante il viaggio verso centri di riferimento specializzati.
Quando è necessario il trasporto ECMO?
Il trasporto ECMO è necessario quando un paziente in condizioni critiche non può essere curato adeguatamente nella struttura in cui si trova e necessita di essere trasferito in un centro con competenze specifiche in terapia ECMO.
Chi può richiedere un trasporto ECMO?
Il trasporto ECMO viene attivato esclusivamente da medici specialisti (rianimatori, cardiochirurghi, pneumologi) in accordo con il centro ricevente, previa valutazione clinica del paziente e della fattibilità del trasporto.
Quali mezzi vengono utilizzati per il trasporto ECMO?
Il trasporto sicuro è garantito con ambulanze predisposte e, nel caso di spostamenti a lungo raggio, con aerei C130 dell’Aeronautica militare italiana sui quali sono caricate le ambulanze stesse. A seconda della distanza da percorrere, delle condizioni meteorologiche e della disponibilità dei mezzi, il trasferimento del paziente in ECMO può avvenire anche tramite elicotteri o altri veicoli d’emergenza appositamente attrezzati. Questa flessibilità nella scelta del mezzo di trasporto consente di adattarsi rapidamente alle specifiche esigenze cliniche e logistiche di ogni situazione, garantendo la continuità e la sicurezza dell’assistenza durante tutto il percorso.
In quali situazioni cliniche viene utilizzata la procedura ECMO?
L’ECMO o ExtraCorporeal Membrane Oxygenation (in italiano Ossigenazione Extracorporea a Membrana) è una tecnica di circolazione extracorporea utilizzata in ambito di rianimazione per trattare pazienti con insufficienza cardiaca e/o respiratoria acuta grave potenzialmente reversibile ma refrattaria al trattamento farmacologico e medico convenzionale massimale. Durante le fasi più critiche della pandemia da COVID-19, l’ECMO è stata ampiamente impiegata nei pazienti colpiti da sindromi da distress respiratorio acuto, soprattutto quando il virus rendeva inefficaci i trattamenti tradizionali come la ventilazione artificiale o la pronazione, senza ottenere un adeguato scambio di gas. Sebbene i centri specializzati in questa procedura siano relativamente pochi, l’esperienza clinica ha dimostrato che intervenire precocemente con ECMO, in presenza di insufficienza cardio-respiratoria reversibile, aumenta sensibilmente le possibilità di successo terapeutico.
Chi compone l’equipe durante un trasporto ECMO?
L’equipe di trasporto ECMO include solitamente un medico intensivista o cardiochirurgo, un perfusionista, un infermiere esperto in terapia intensiva e, se necessario, un tecnico specializzato nel sistema ECMO.
Il trasporto ECMO è sicuro?
Sì, il trasporto ECMO è sicuro se effettuato da team specializzati con mezzi idonei e protocolli rigorosi. Tuttavia, trattandosi di pazienti critici, il rischio clinico resta elevato e viene valutato caso per caso.
Quanto costa un trasporto ECMO?
Il costo ECMO varia in base alla distanza, al mezzo impiegato (terrestre o aereo), alla complessità clinica e al personale coinvolto. Infatti, il prezzo ECMO può superare diverse decine di migliaia di euro. In ambito pubblico, può essere coperto dal SSN previa autorizzazione regionale.
Quanto dura un trasporto ECMO?
La durata dipende dalla distanza tra i due ospedali e dalla logistica. In media, un trasporto ECMO può durare da alcune ore fino a mezza giornata, includendo tempi di preparazione, stabilizzazione e trasferimento.
Quali rischi comporta la procedura ECMO?
Nonostante la tecnica ECMO sia altamente rischiosa e invasiva, in alcuni casi si rende necessaria poiché dà la possibilità agli organi interessati – cuore e polmoni – di restare a riposo il tempo necessario per recuperare le rispettive funzionalità. Questo “polmone artificiale” offre una chance fondamentale nei casi di insufficienza respiratoria o cardiaca acuta, quando nessun altro trattamento risulta efficace.Posizionare il paziente per il trasporto nel più breve tempo possibile è molto importante per poter arrivare velocemente al centro di riferimento e, allo stesso tempo, per poter garantire la stabilità emodinamica e la sicurezza del paziente, in modo da poter affrontare con tranquillità tutti gli eventuali imprevisti clinici o organizzativi. Il trasporto sicuro è garantito con ambulanze predisposte e, nel caso di spostamenti a lungo raggio, con aerei C130 dell’Aeronautica militare italiana sui quali sono caricate le ambulanze stesse.
Il trasporto ECMO è un servizio altamente specializzato rivolto a pazienti in condizioni critiche che necessitano di supporto vitale avanzato durante il trasferimento da una struttura ospedaliera all’altra. Questo tipo di trasporto richiede l’intervento di un’équipe medica esperta, composta da anestesisti-rianimatori, perfusionisti e infermieri di terapia intensiva, e l’utilizzo di apparecchiature ECMO portatili, in grado di garantire la circolazione e l’ossigenazione del sangue al di fuori del corpo. Le ambulanze utilizzate sono allestite come vere e proprie unità di terapia intensiva mobile, con monitoraggio costante dei parametri vitali e supporto ventilatorio. Il servizio è attivo 24 ore su 24 e viene organizzato in collaborazione con centri ospedalieri specializzati per garantire la massima sicurezza e continuità delle cure. Affidarsi a un servizio di trasporto ECMO privato significa poter contare su tempi di intervento rapidi, gestione coordinata e personale altamente qualificato per affrontare situazioni mediche complesse e ad alta criticità. Richiedi un preventivo personalizzato per scoprire il trasporto ECMO prezzo in ambulanza privata.
Che cosa è l’ECMO?
L’ECMO o ExtraCorporeal Membrane Oxygenation (in italiano Ossigenazione Extracorporea a Membrana) è una tecnica di circolazione extracorporea utilizzata in ambito di rianimazione per trattare pazienti con insufficienza cardiaca e/o respiratoria acuta grave potenzialmente reversibile ma refrattaria al trattamento farmacologico e medico convenzionale massimale.
L’ ECMO respiratorio è un supporto vitale, non terapeutico, una sorta di polmone artificiale. Grazie alla circolazione extracorporea, permette di vicariare la funzione dei polmoni e/o del cuore mantenendoli a riposo durante il loro recupero funzionale.
Come ossigenare il sangue? L’ECMO è una procedura avanzata che offre un supporto meccanico prolungato alle funzioni vitali, sia respiratorie che cardiache, nei casi in cui cuore e polmoni non riescano più a garantire un adeguato scambio di gas o una corretta perfusione sanguigna. Viene utilizzata in situazioni acute particolarmente gravi, quando le terapie convenzionali risultano inefficaci o l’organismo non riesce a ossigenare adeguatamente il sangue. In tali circostanze, l’ECMO aiuta a eliminare l’anidride carbonica e a simulare un’attività cardiaca efficace e regolare.
Questo processo, uno dei sistemi di ossigenazione del sangue tramite ECMO macchinario, basa su una pompa ad alta tecnologia che riproduce le contrazioni del cuore, mentre un ossigenatore a membrana sostiene temporaneamente la funzione dei polmoni. Durante il trattamento, il sangue viene prelevato da una vena centrale, fatto passare attraverso un “polmone artificiale” per l’ossigenazione e la rimozione dell’anidride carbonica, riscaldato e poi reintrodotto nel corpo tramite un’arteria. Questo permette a cuore e polmoni di “riposare” e di recuperare gradualmente la propria funzionalità. Pur trattandosi di una tecnica invasiva e non priva di rischi, in alcune condizioni rappresenta l’unica possibilità per dare agli organi il tempo necessario alla guarigione, fungendo da ponte verso il recupero.
Quali sono le principali tipologie di ECMO e in cosa si differenziano?
L’ECMO si presenta in due principali modalità, ciascuna pensata per rispondere a specifiche esigenze cliniche del paziente:
- ECMO veno-venosa (ECMO VV): viene impiegata per fornire supporto respiratorio nei casi in cui la funzionalità polmonare sia gravemente compromessa. Il sangue viene prelevato da una vena, ossigenato attraverso il circuito extracorporeo e reimmesso in un’altra vena, senza coinvolgere direttamente il cuore. È indicata, ad esempio, in situazioni di insufficienza respiratoria severa causata da polmonite o sindrome da distress respiratorio acuto.
- ECMO veno-arteriosa (ECMO VA): fornisce un duplice supporto, sia respiratorio che circolatorio. Il sangue viene aspirato da una vena e reintrodotto in un’arteria, svolgendo la funzione di un cuore-polmone artificiale. È utilizzata nei casi in cui, oltre a un’insufficienza respiratoria, sia presente anche una compromissione cardiaca acuta, come nello shock cardiogeno o nell’arresto cardiaco refrattario.
La scelta tra le due modalità dipende dall’organo principalmente interessato: si ricorre all’ ECMO veno venoso nei casi più gravi di danno polmonare, mentre l’ ECMO veno arterioso è indicata quando è necessario un sostegno combinato di cuore e polmoni.
Come funziona il circuito ECMO dal punto di vista tecnico?
Il circuito ECMO consente di sostituire temporaneamente la funzione dei polmoni e/o del cuore attraverso un sofisticato sistema extracorporeo. Il sangue del paziente viene drenato tramite una cannula di grosso calibro inserita in una vena centrale, solitamente la femorale o la giugulare.
Una volta prelevato, il sangue viene spinto da una pompa che ne replica la funzione propulsiva normalmente svolta dal cuore. Successivamente, attraversa un ossigenatore a membrana respiratoria, comunemente noto come “polmone artificiale”, dove avviene l’ossigenazione e la rimozione dell’anidride carbonica, simulando l’attività respiratoria dei polmoni.
Il sangue ossigenato, dopo essere stato riportato alla temperatura corporea tramite uno scambiatore termico, viene reinfuso nell’organismo attraverso una seconda cannula posizionata in una vena o in un’arteria, in base al tipo di circuito ECMO adottato (veno-venoso o veno-arterioso).
Questo meccanismo consente di assicurare un adeguato apporto di ossigeno agli organi vitali, alleggerendo nel contempo il carico funzionale di cuore e polmoni nella fase critica della malattia.
Il Team necessario per un trasporto Ecmo con circolazione extracorporea

Un team multidisciplinare, costituito da due cardioanestesisti, un infermiere di area critica ed un perfusionista (tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare), si occupa di recarsi nella struttura richiedente con l’attrezzatura e l’equipaggiamento portatile, in modo da garantire la stabilizzazione del paziente e il trattamento Ecmo sul posto, prima del suo trasferimento nel centro specializzato.
Il team viene rapidamente attivato dietro chiamata del call center Ecmo. È previsto che il tempo necessario all’attivazione della squadra sia di 15 minuti durante le ore diurne (h. 8-20) e di 30 minuti durante le ore notturne (h. 20-8).
Il trasporto in ECMO richiede una serie di apparecchiature per attivare la macchina cuore polmone:
- spinale,
- monitor/defibrillatore,
- ventilatore,
- pompe-siringa,
- coperta termica,
- Ecmo,
- ecocardiografo,
- emogasanalizzatore portatile.
A queste si aggiungono altri strumenti fondamentali nella ambulanza ECMO come pompe a centrifuga, ossigenatore a membrana, tubi di raccordo, strumenti sterili e barelle appositamente progettate per ridurre al minimo gli spostamenti indesiderati del paziente durante il trasferimento. Tali apparecchiature sono alloggiate secondo uno schema ben definito all’interno di una particolare struttura di metallo (detta castello). Essa permette un’ottima stabilità di tutto il materiale e il pronto accesso al paziente da parte di tutto il team in caso di eventuali urgenze.
Quali sono i benefici dell’utilizzo precoce dell’ECMO in casi di insufficienza cardio-respiratoria reversibile?
L’attivazione precoce dell’ECMO nei pazienti con insufficienza cardio-respiratoria acuta e potenzialmente reversibile comporta numerosi benefici clinici concreti. Intervenire tempestivamente consente di:
- Aumentare le possibilità di un recupero completo, offrendo agli organi il tempo necessario per guarire senza ulteriori danni;
- Limitare la necessità di prolungate terapie farmacologiche intensive, riducendo così il rischio di effetti collaterali associati a trattamenti invasivi;
- Stabilizzare rapidamente le condizioni del paziente, migliorando ossigenazione e perfusione degli organi vitali nell’attesa della risoluzione della patologia di base.
Sebbene i centri specializzati nell’utilizzo dell’ECMO siano ancora pochi, l’esperienza clinica e numerose evidenze scientifiche dimostrano che una sua attivazione tempestiva può incidere in modo determinante sull’evoluzione del quadro clinico del paziente. Durante la pandemia da COVID-19, l’ECMO ha svolto un ruolo cruciale nella gestione dei casi più gravi di insufficienza respiratoria. È stato particolarmente utile nei pazienti affetti da sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), nei quali le terapie convenzionali – come la ventilazione meccanica e la pronazione – non riuscivano a garantire un’adeguata ossigenazione. Offrendo un supporto temporaneo alla funzione polmonare, e nei casi più critici anche a quella cardiaca, l’ECMO ha rappresentato spesso l’ultima possibilità per mantenere in vita i pazienti, dando agli organi il tempo necessario per riprendersi. Si è dimostrata una risorsa estremamente preziosa, soprattutto nei centri altamente specializzati che hanno affrontato un gran numero di casi complessi, non rispondenti alle cure tradizionali.
ECMO rischi
Posizionare il paziente per il trasporto nel più breve tempo possibile è molto importante per poter arrivare velocemente al centro di riferimento e, allo stesso tempo, per poter garantire la stabilità emodinamica e la sicurezza del paziente, in modo da poter affrontare con tranquillità tutti gli eventuali imprevisti clinici o organizzativi tramite il trattamento ECMO.
Per effettuare la terapia ECMO, è fondamentale, però, che la movimentazione avvenga nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza, tenendo conto della fragilità spesso presente nei pazienti in fase di trasferimento. La tempestività è cruciale per evitare il prolungarsi di una situazione potenzialmente critica, ma non deve mai andare a discapito dell’incolumità della persona assistita, senza incorre in complicazioni ECMO.
Il trasporto sicuro è garantito con una ECMO ambulanza di terapia intensiva predisposte e, nel caso di spostamenti a lungo raggio, con aerei C130 dell’Aeronautica militare italiana sui quali sono caricate le ambulanze stesse per sottoporre i pazienti alla circolazione e respirazione extracorporea. Compila il form per conoscere il trasporto ECMO costo.
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